ARTE

Se avete già dato un’occhiata ai nostri brevi testi sui cinque Comuni della Valle (e se non lo avete fatto, che aspettate?) saprete già qualcosa della straordinaria vocazione artistica di questi luoghi, quindi non indugiamo ed iniziamo questo viaggio. Da dove si comincia? Beh, che gli amici e le amiche degli altri comuni non ce ne vogliano, ma non possiamo che partire da Castelli, la perla artistica del Gran Sasso, il gioiello di maiolica delle nostre montagne. A Castelli si lavora la maiolica da tempo immemore, ma la fama internazionale, che ha portato le ceramiche castellane sulle tavole e nelle case dei nobili di tutta Europa, arriverà dopo il 1500 circa, anche grazie alla dominazione spagnola che, in qualche modo, aprì Castelli al mondo.

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Soprattutto alla scuola della famiglia Grue, che introdusse parecchie innovazioni, non ultima la scelta dei colori e dei soggetti, si deve il fatto che oggi le ceramiche di Castelli possano essere ammirate, fra gli altri, al celebre museo dell’Ermitage di San Pietroburgo o in diversi musei statunitensi. Se pensate che sia solo un covo di anticaglie, però, vi sbagliate: grazie alla presenza del Liceo Artistico intitolato, guarda caso, proprio ad un Grue, a Castelli la ceramica adesso dialoga con la contemporaneità e con discipline relativamente nuove, come il design del prodotto, basta fare un giro nella collezione appartenente alla scuola per capire che l’Arte con la A maiuscola in paese è più viva che mai, nonostante le note difficoltà che hanno accomunato tutta la Valle negli ultimi anni.

 

Per quanto riguarda i beni architettonici, escludendo le tante e bellissime chiese delle quali parleremo fra un attimo, i nostri paesi offrono numerosi palazzi decorati dagli stemmi gentilizi delle famiglie che si sono avvicendate nel controllo di questa zona, quindi di volta in volta vi capiterà di sostare all’ombra sia dei sopracitati palazzi, sia di dimore più umili ma abbastanza suggestive, risalenti al medioevo e magari costruite addossate alle mura cittadine, come ben sanno gli abitanti di Isola del Gran Sasso, che possiedono una “passeggiata” davvero pittoresca: se vi trovate in paese, passate davanti ad un bar e lanciate agli avventori locali la proposta di un “giro di Isola a piedi”.

 

Vi assicuriamo che non vi pentirete dei fantastici scorci in appena 10 minuti di cammino. Se poi sono le foto paesaggistiche ad interessarvi ed avete voglia di qualche minuto di camminata in più, raggiungete la frazione di Pretara, proseguite un altro po’ ed arriverete nei pressi delle rovine del Castello di Pagliara. Già, quei Conti di Pagliara, i De Palla Aurea, gli ascendenti e discendenti di San Berardo (patrono della vicina Teramo) e Santa Colomba: la vista sulle montagne è semplicemente mozzafiato, in più potrete dire di aver conquistato un castello.

 

Impossibile non fare un salto ad Azzinano, frazione di Tossicia e Borgo Dipinto. Tutti i muri di tutte le case del paese, ormai dal 2001, vengono annualmente decorati da murales di artisti ed artiste Naif, in occasione della manifestazione “I muri raccontano” e per ricordare la pittrice Annunziata Scipione, forse la più famosa pittrice Naif italiana dopo Antonio Ligabue.

 

Ammirare i murales con una passeggiata ed ascoltare i racconti degli anziani locali significa immergersi in un mondo che non c’è più, fatto di giochi semplici, di ragazzini urlanti, di monetine scagliate contro un muro assolato. Il nostro consiglio è di non perdervi quei colori e quelle sensazioni, magari anche visitando, appena sarà di nuovo possibile, il museo delle tradizioni contadine di Tossicia, che ha, tra le altre cose, una collezione permanente di quadri della sua illustre concittadina. Ci sarebbe piaciuto anche parlare dell’Arte del rame a Tossicia, purtroppo non restano ramai attivi e solo due botteghe, ormai in disuso, sono visitabili. Il tempo non è stato gentile con quest’arte.

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