SCORCI, CAMMINI E SENTIERI

Se avete già letto la nostra sezione sull’Arte, saprete che lì abbiamo proposto una passeggiata immaginaria, lungo la provinciale 491, alla scoperta di 5 chiese. Faremo lo stesso con dei luoghi che amiamo, luoghi del cuore appunto, piccole proposte per brevi escursioni. Ovviamente, per informazioni migliori e più specifiche, rivolgetevi alle sedi del CAI locale oppure alla nostra sezione specifica dedicata. Questo è solo un suggerimento dettato più dai sentimenti che dalla razionalità, ma ci perdonerete, in fondo se state leggendo è perché anche voi siete persone romantiche.

 

Iniziamo il nostro viaggio nel comune di Colledara, sotto il bellissimo borgo medioevale di Castiglione della Valle dove si trova la Riserva Naturale del fiume Fiumetto. La passeggiata è incantevole, il bosco ben curato ed essendo un ambiente fluviale è anche ricco di fauna e specie arboree legate alla presenza di acqua.

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Al netto della Storia, che vuole il borgo rifugio di Lucrezia Borgia in fuga dal fratello Cesare, siamo in una zona molto centrale della valle, attraversando un paio di fossi possiamo arrivare nella vicina valle del Chiarino, proprio sotto Tossicia, risalendo invece il colle possiamo raggiungere Colledara o le sue frazioni.

 

È un luogo ideale per una passeggiata leggera e rilassante e si possono incontrare, in pochissimi chilometri, moltissimi paesini dove chiacchierare con gli abitanti, ritemprarsi in qualche locale o, perché no, farsi offrire un bicchierino di vino cotto da qualche contadino generoso, vi assicuriamo che non mancano. Inoltre poco distante c’è anche un’oasi didattica, se magari siete venuti con i vostri figli e cercate qualche interessante attività per i più giovani.

 

Se da Castelli prendete la strada che va verso Rigo Piano, tristemente nota purtroppo per la terribile valanga del 2017, dopo le ultime case potrete trovare, sulla destra, il sentiero che porta al Fondo della Salsa, sotto il paretone nord del Monte Camicia, uno dei luoghi più suggestivi e belli dell’intera catena del Gran Sasso, in più abbastanza facile da raggiungere con una camminata di un’oretta abbondante.

 

Al principio del sentiero vedrete una spada piantata in un blocco di roccia. No, non siete nel cartone animato Disney e Re Artù e Merlino non sono passati di lì, è un monumento commemorativo.

 

Proseguendo però su quel sentiero, immersi in un bosco molto luminoso, ad un certo punto uscirete, diciamo, all’aperto e sarete disarticolati dallo spettacolo: il paretone nord del Camicia si offrirà nudo a voi, le nevi del nevaio staranno alimentando un ruscello nel quale bagnarvi un poco i piedi (a meno che non scegliate luglio-agosto per la vostra gita, in quel caso temo che lo troverete a secco) e il panorama vi entrerà nell’animo.

 

Ovviamente al ritorno nulla vi vieta di fermarvi a Castelli per l’Arte e la Cucina, visitate le opportune pagine per un po’ di consigli!
Se da Tossicia vi muovete verso la frazione Tozzanella, appena fuori dell’abitato troverete sulla destra una stradina imbrecciata. Percorrerla significa immergersi in un bosco che costeggia un torrente, circondati a destra e sinistra, a pochissima distanza dalle frazioni di Tossicia, ma al tempo stesso vi parrà di essere isolati dal mondo.

 

Dopo pochi minuti arriverete nei pressi di una bellissima chiesa immersa nel bosco, Sant’Andrea, quindi arriverete all’abitato di Flamignano. Da lì potrete proseguire sulla strada che porta a Corelli, l’unico paesino totalmente abbandonato dell’intera Valle, e fare un giro nei boschi lì intorno.

 

C’è un ruscello dove fare il bagno, una sorgente ottima dove abbeverarsi, prati pieni di erbe eduli, tanto silenzio e, ci dicono, parecchi tartufi. Se non sarete troppo stanchi, ci sono ulteriori percorsi che portano nell’abitato di Aquilano e da lì le scelte sono due: completare l’anello e riscendere verso Azzinano, ammirare i murales e poi tornare verso Tossicia passando vicino alle rovine del convento presso il cimitero o inerpicarsi verso la vetta di Colle Pelato, da lì percorrere tutto il lunghissimo percorso che porta alla Laghetta ed al rifugio Albergo diruto, noto anche come Arapietra, sulla dorsale verso il Corno Piccolo.

 

I più temerari proseguono fino alla vetta del Corno Grande e da lì la vista spazia fino alla Croazia. Indimenticabile!

Visit Gran Sasso - Scorci incantevoli - Colle Pelato 2
Visit Gran Sasso - Scorci incantevoli - Colle Pelato 1
Visit Gran Sasso - Scorci incantevoli - Fondo della Salsa 1
Visit Gran Sasso - Scorci incantevoli - Fondo della Salsa 2
Visit Gran Sasso - Scorci incantevoli - Riserva naturale del fiume Fiumetto 1
Visit Gran Sasso - Scorci incantevoli - Riserva naturale del fiume Fiumetto 2

Scala delle Dificoltà Escursionistiche

T

Turistico

E

Escursionistico

EE

Escursionistico per esperti

EEA

Escursionistico per esperti
con attrezzature

Visit Gran Sasso - DA CASALE SAN NICOLA A SAN PIETRO

DIFFICOLTA’: E escursionistico
TEMPO DI PERCORRENZA: da 4.15 a 4.45 ore
DISLIVELLO: in salita 280 m – in discesa 380 m
QUOTA MINIMA: 859 m
SEGNAVIA: segnato bianco-rosso

 

ATTREZZATURA MINIMA NECESSARIA
Calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento e antipioggia, zaino con borraccia piena e viveri, bastoncini da trekking (consigliati).

Da Casale San Nicola a San Pietro

Dal piazzale-posteggio di Casale San Nicola (859 metri) si traversa in salita l’abitato seguendo i segnavia bianco-rossi n. 5 e n. 200, e si prosegue lungo la carrareccia che si alza verso il Paretone. Superata Fonte San Nicola, con immagine del Santo, si entra nella faggeta, si lascia a sinistra il Sentiero Italia che scavalca una passerella e si raggiunge la panoramica conca dove sorge la chiesetta di San Nicola (1096 metri, 0.45 ore).

 

Lasciato a destra l’itinerario precedente che sale verso il rifugio San Nicola si ridiscende per qualche minuto, si piega a destra seguendo i segnavia n. 200 e del Sentiero Italia e si traversa il torrente presso la captazione dell’acquedotto. Si continua con ombroso percorso a mezza costa, fino a ritrovare presso la Fonte Nera (1060 metri) una sterrata che sale da Casale San Nicola. La si segue, si sbuca su un’altra sterrata e la si segue a destra fino al torrente della Valle dell’Inferno (1038 metri, 0.30 ore), dominato dal Paretone.
Il sentiero prosegue nella faggeta, accanto a un acquedotto. Si lascia a destra (1089 metri) il sentiero che sale al Vado di Corno, si passa sulla verticale di una frana staccatasi dal Monte Brancastello, e si sbuca alla base di un solco (il Vallone sulle carte IGM) che scende dalla stessa cima. Senza raggiungere il torrente si scende nel bosco per un sentiero segnato.
Al bivio successivo (940 metri, 0.45 ore) il sentiero si divide.

 

Si continua sul tracciato di sinistra, non segnato,che traversa alcune radure, si trasforma in una sterrata e continua ai piedi di modeste pareti di roccia fino alla Fonte di Mezzogiorno (923 metri). Una salita porta al crinale dei Piani di San Pietro, che sale verso il Brancastello, e a una strada a tornanti (840 metri). Scendendo sulla strada o per il sentiero che ne taglia le svolte si raggiunge San Pietro (760 metri, 1 ora). E’ anche possibile tenersi a destra al bivio lungo i segnavia n. 200 e del Sentiero Italia. Il tracciato traversa due valloni, scavalca un crinale (1175 metri) e scende a San Pietro (1.30 ore).
Si riparte traversando in discesa l’abitato fino alla chiesa. Accanto a questa inizia un altro sentiero segnato che si abbassa fino a una fonte e prosegue su un crinale in direzione di Isola del Gran Sasso. Per una strada sterrata si raggiunge il paese (415 metri, 0.45 ore).

Visit Gran Sasso - DA CASALE SAN NICOLA ALL’EREMO E AL RIFUGIO SAN NICOLA

DIFFICOLTA’: E escursionistico
TEMPO DI PERCORRENZA: 2.15 ore
DISLIVELLO: 800 m
QUOTA MINIMA: 859 m
SEGNAVIA: segnato bianco-rosso

 

ATTREZZATURA MINIMA NECESSARIA
Calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento e antipioggia, zaino con borraccia piena e viveri, bastoncini da trekking (consigliati).

Da Casale San Nicola all’eremo e al rifugio San Nicola

Dal piazzale all’ingresso di Casale San Nicola (859 metri) si traversa in salita l’abitato seguendo i segnavia bianco-rossi n. 5 e n. 200, e si prosegue lungo la sassosa carrareccia che prende quota in direzione del Paretone.
Superata la piccola Fonte San Nicola, dov’è una immagine in ceramica del Santo, si entra nella faggeta, si lascia a sinistra il Sentiero Italia che scavalca una passerella metallica e si raggiunge la piccola e panoramica conca dove sorge la chiesetta di San Nicola (1096 metri, 0.45 ore). L’interno della chiesa, solitamente chiusa a chiave, è diviso in quattro vani e decorato da un bel pannello in ceramica di Castelli, realizzato nel 1988, dedicato ai miracoli di San Nicola.


 

Si riparte per il sentiero segnato che rientra nel bosco, passa accanto a un faggio secolare e a un grosso masso e continua a salire con percorso abbastanza ripido fino a un bivio (1290 metri, 0.30 ore) dove si stacca a sinistra il Sentiero Geologico per il Vallone dell’Inferno e Monte Aquila. Pochi passi più avanti si lascia a destra anche un sentiero (il vecchio Sentiero dei Quattro Vadi) che sale verso il Piano del Laghetto e si continua a salire nella faggeta, al di là della quale si continua a intravedere il Paretone.  
Da un crinale erboso che offre un vasto panorama ci si affaccia sui prati allo sbocco del Vallone delle Cornacchie, sorvegliati dall’alto dalla verticale parete Est del Corno Piccolo.

 

Un tratto più comodo a mezza costa e un’ultima salita a tornanti portano allo stretto terrazzo naturale, circondato dalla faggeta, dove sorge il rifugio San Nicola (1668 metri, 1 ora), in pessime condizioni. Le radure nei pressi della costruzione permettono di osservare comodamente il Paretone. La discesa richiede 1.30 ore fino al paese.

Visit Gran Sasso - DA CASTELLI AL FONDO DELLA SALSA

DIFFICOLTA’: E escursionistico
TEMPO DI PERCORRENZA: 1.15 ore
DISLIVELLO: 400 m
SEGNAVIA: segnato bianco-rosso

 

ATTREZZATURA MINIMA NECESSARIA
Calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento e antipioggia, zaino con borraccia piena e viveri, bastoncini da trekking (consigliati).

Da Castelli al Fondo della Salsa

Dal centro storico di Castelli si segue la strada per Rigopiano. Superati il Convento di San Francesco, la Scuola di Arte Ceramica e le case di San Rocco e di San Salvatore si raggiunge una curva a sinistra, prima della quale è un prato con dei tavoli da pic nic. Sulla destra (770 metri, 4 km dal paese) inizia una carrareccia pianeggiante che s’inoltra nel fitto bosco in direzione della parete.
La si imbocca, e si continua in piano e poi in salita, seguendo i segnavia n. 245 e del Sentiero dei Quattro Vada. Anche se la faggeta è molto fitta, si intravede la parete Nord del Camicia.

 

Scavalcata una selletta si raggiunge una captazione dell’acquedotto che rifornisce Castelli. Traversato il greto del fosso si supera un tratto con fitta vegetazione e si continua fino a un monumento in ceramica e alle lapidi che ricordano l’alpinista aquilano Piergiorgio De Paulis, caduto nel 1973 durante la prima invernale della parete Nord, e un pilota precipitato con il suo piccolo aereo nella zona.
Poco oltre questi monumenti si entra nel Fondo della Salsa (1150 metri), la selvaggia forra che si apre ai piedi della parete Nord del Monte Camicia. E’ possibile inoltrarsi per un tratto nella conca, verso la quale precipitano a primavera e all’inizio dell’estate delle spettacolari cascate.

 

Avvicinarsi troppo alle rocce può essere pericoloso a causa delle sempre possibili cadute di sassi. Si torna per lo stesso itinerario, occorrono 1 ora all’andata e 0.45 ore al ritorno.

Visit Gran Sasso - DA FORCA DI VALLE A PIANALUNGA

DIFFICOLTA’: E escursionistico
TEMPO DI PERCORRENZA: da 1.15 a 3 ore
DISLIVELLO: da 410 m a 970 m
SEGNAVIA: segnato bianco-rosso

 

ATTREZZATURA MINIMA NECESSARIA
Calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento e antipioggia, zaino con borraccia piena e viveri, bastoncini da trekking (consigliati).

Da Forca di Valle a Pianalunga

Da Ornano Grande, sulla strada che congiunge il casello di Colledara-San Gabriele della A24 a Montorio al Vomano, si imbocca la strada per Forca di Valle, che si raggiunge toccando le case di Vico e superando varie svolte. Traversata la parte bassa del paese si parcheggia accanto alla parrocchiale di San Giorgio (808 metri, 3 km da Ornano Grande). Lo stesso punto può essere raggiunto da Isola del Gran Sasso per la strada che tocca Fano a Corno e Cerchiara.

 

Di fronte alla chiesa si imbocca una ripida strada dal fondo in cemento e poi in asfalto che traversa la parte alta del paese e raggiunge un bivio con croce metallica e cartelli (875 metri). Ci si tiene sulla carrareccia di sinistra, ci si tiene a destra a un bivio, e si continua superando ripide rampe alternate a tratti più dolci e tenendosi a  destra ad altri due bivii. Superata la sorgente Peschio della Fonte (1112 metri), che sgorga sotto a un grande masso, si sale al valico di Vena Pecorale (1205 metri, 1.15 ore), belvedere sull’omonimo vallone e i due Corni. Salendo verso sinistra si può raggiungere in pochi minuti lo spettacolare crinale erboso di Pianalunga (1215 metri), ottimo per una sosta.
Il tracciato principale prosegue a mezza costa traversando il profondo vallone di Vena Pecorale, aggira un crinale e continua a mezza costa fino al rifugio del Fontanino (1428 metri, 0.45 ore), dove si raggiunge il tracciato stradale che avrebbe dovuto collegare i Prati di Tivo Forca di Valle.

 

Un sentiero che taglia le rampe della strada porta al valico della Forchetta (1560 metri).
Continuando ai piedi della Cima Alta si raggiunge il Piano del Laghetto (1620 metri, 0.30 ore), dove arriva una strada dai Prati di Tivo. Qui conviene piegare a destra sul crinale erboso, percorso da tracce di sentiero che sale alla Cima Alta (1715 metri, 0.15 ore), ennesimo belvedere della giornata. Si scende per il crinale opposto a quello di salita, si traversa una faggeta e si torna al valico della Forchetta. Per l’itinerario di andata si torna a Vena Pecorale (1.15 ore) e a Forca di Valle (0.45 ore). La discesa dal Piano del Laghetto a Vena Pecorale senza salire alla Cima Alta richiede 1.15 ore.

Visit Gran Sasso - DAL LAGO DI PAGLIARA AL CASTELLO DI PAGLIARA

DIFFICOLTA’: E escursionistico
TEMPO DI PERCORRENZA: da 1.15 ore
DISLIVELLO: 130 m
SEGNAVIA: parzialmente segnato con cartelli

 

ATTREZZATURA MINIMA NECESSARIA
Calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento e antipioggia, zaino con borraccia piena e viveri.

Dal lago di Pagliara al Castello di Pagliara

Da Isola del Gran Sasso si sale a Pretara, si lascia a destra la strada per Ceriseto e San Pietro e si continua passando accanto all’eremo di San Nicola (o si Frattagrande), supera su un ponte il Ruzzo e inizia a salire a tornanti. Lasciata a destra la deviazione per il Piano del Fiume si raggiungono il Laghetto di Pagliara e una sella con tavolo da pic nic (852 metri, 7 km da Isola del Gran Sasso).

 

Lo stesso punto può essere raggiunto da Castelli e San Massimo per una strada in condizioni peggiori.
Dalla sella si imbocca un viottolo (un cartello indica il sentiero Piero Boscherini), spesso fangoso d’inverno, che sale dolcemente a mezza costa tra i campi, ridiscende, aggira un crinale e porta a una biforcazione. Qui si va a sinistra, salendo più decisamente in direzione degli spuntoni rocciosi che sorreggono i ruderi del castello e la chiesa. Un brevissimo tratto nel bosco porta a una sella (923 metri) da cui riappare il Corno Grande.
Qui si va a destra, si costeggia una parete strapiombante e si continua a salire in diagonale. Alcune svolte riportano al crinale poco a valle della chiesetta di Santa Maria a Pagliara e del tratto più spettacolare delle mura (978 metri).

 

Lo spuntone che si è aggirato all’inizio ospita i resti di una torre che non è possibile raggiungere. Altri ruderi si raggiungono proseguendo per un centinaio di metri sul crinale e lasciando a sinistra un sentiero che scende direttamente a Pagliara. Si torna per la stessa via, tra andata e ritorno, occorre 1 ora.

Visit Gran Sasso - DAL PIANO DEL FIUME ALL’EREMO DI SANTA COLOMBA

DIFFICOLTA’: E escursionistico
TEMPO DI PERCORRENZA: da 1 a 1.30 ore
DISLIVELLO: da 380 m a 400 m
SEGNAVIA: segnato bianco-rosso

 

ATTREZZATURA MINIMA NECESSARIA
Calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento e antipioggia, zaino con borraccia piena e viveri

Dal Piano del Fiume all’eremo di Santa Colomba

Da Isola del Gran Sasso si raggiunge la frazione di Pretara, si lascia a destra la strada per Ceriseto e San Pietro e si prosegue verso il Lago di Pagliara. Dopo un tornante verso sinistra (730 metri, 5 km da Isola), si stacca a destra una strada asfaltata e poi sterrata a mezza costa. La si segue scavalcando su un ponte in cemento il Fosso Ruzzo (che poco a monte forma delle suggestive cascatelle), superando una costruzione dell’acquedotto e costeggiando delle erosioni. Dopo un tornante si raggiunge a mezza costa il Piano del Fiume (850 metri, 2 km dal tornante) dominato dalla selvaggia forra del Fosso Malepasso.

 

Dal fontanile si continua per pochi metri sulla sterrata, e poi si piega a sinistra per un evidente sentiero, indicato da segnavia bianco-rossi, che traversa il ruscello e sale a svolte sul ripido dosso, rivestito dalla faggeta, che separa il Fosso Malepasso dall’ancora più impressionante forra di Fossaceca. Superato il ripiano del Belvedere conviene deviare a sinistra e affacciarsi sui dirupi di Fossaceca per un esposto sentierino dell’ENEL, protetto da una ringhiera ma che richiede comunque attenzione.
Superato un boschetto di abete bianco, un’ultima salita porta all’eremo di Santa Colomba (1234 metri, 1 ora), che sorge in eccezionale posizione panoramica.

 

Domina la zona lo sghembo Cimone di San Colomba, caratteristico torrione della cresta che scende a nord dalle Torri di Casanova e dal Monte Infornace. La discesa verso il punto di partenza richiede 0.45 ore fino al Piano del Fiume e 0.15 ore da questo alla strada asfaltata.

Visit Gran Sasso - IN MOUNTAIN BIKE SULL’IPPOVIA DEL GRAN SASSO D’ITALIA

In Mountain Bike sull’Ippovia del Gran Sasso d’Italia

All’interno dell’area protetta c’è un tracciato dell’Ippovia del Gran Sasso d’Italia.
Ci sono diversi percorsi ciclabili ad anello intorno al massiccio del Gran Sasso, attraversando territori a diverse quote ma di pari suggestione e bellezza.

 

Il circuito collega i borghi di: Campotosto, Assergi, Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, Calascio, Isola del Gran Sasso, Prati di Tivo, Pietracamela, il Ceppo e Bussi.

Visit Gran Sasso - ITINERARIO “A CAVALLO”, IPPOVIA - DA RIGOPIANO A CAPESTRANO

DIFFICOLTA’: a cavallo
TEMPO DI PERCORRENZA: 7 ore
LUNGHEZZA: 45 km
DISLIVELLO: in salita 1150 m – in discesa 1700 m
TAPPA N. 2 DI: Ippovia del Gran Sasso d’Italia

 

Questo tratto dell’Ippovia attraversa il pianoro di Rigopiano, l’ampia conca carsica del Voltigno e l’esteso altipiano di Campo Imperatore, luoghi tutti di grande interesse naturalistico, permettendo di scoprire anche la Valle del Tirino, con l’omonimo fiume che sgorga ai piedi del Gran Sasso, nel versante meridionale, e la conca di Ofena, nota come “forno d’Abruzzo” per il particolare microclima che ne fa una vera e propria isola mediterranea ai piedi del Gran Sasso.

Itinerario “A Cavallo”, Ippovia da Rigopiano a Capestrano

Con i suoi 320 Km di tracciato, l’Ippovia del Gran Sasso d’Italia è la più lunga d’Italia. Attraversa il territorio di 3 Province: L’Aquila, Pescara e Teramo e 8 degli 11 distretti turistico-ambientali in cui si articola l’area protetta.
Lungo il tragitto sono stati risistemati 11 punti d’acqua, ristrutturati 9 abbeveratoi e dozzine di fonti, in modo da offrire sostegno ed aiuto anche agli allevatori di ovini e bovini. Sono state allestite 9 aree di sosta attrezzate con punti fuoco, si è operata la ristrutturazione di 2 rifugi di montagna e sono stati allestiti 8 capanni per la sosta ed il ricovero dei cavalli in prossimità di strutture turistiche di servizio.

 

Lungo il percorso sono evidenziare le emergenze naturalistiche e quelle storico-architettoniche ed archeologiche, ma anche i ricoveri, gli ostelli e le specialità della gastronomia dei diversi territori attraversati. Il lungo itinerario mette in rete aziende agrituristiche ed alcuni centri ippici di riferimento.

Visit Gran Sasso - ITINERARIO IN MOUNTAIN BIKE CON PARTENZA DA ISOLA DEL GRAN SASSO D’ITALIA

PUNTO NOLEGGIO: Associazione Le Tre Porte – Borgo Pagliara Vecchio
Tel. 329/7925794
Web: www.letreporte.it
Orari/Opening: Giugno e settembre dal lunedì al venerdì ore 15.30 – 18.30
Luglio e agosto 10.00-13.00 15.00-18.00

Itinerario in Mountain Bike con partenza da Isola del Gran Sasso d’Italia

1) Anello Isola del Gran Sasso
Lunghezza: 1.8 km
Dislivello: 51 m
Altitudine massima: 450 m
Fondo stradale: 50% asfalto, 50% naturale.
Tempi di percorrenza: 1 h, A+R
Difficoltà: Facile

 

2) Isola del Gran Sasso – Trignano
Lunghezza: 10.2 km
Dislivello: 237 m
Altitudine massima: 440 m
Fondo stradale: 100% asfalto.
Tempi di percorrenza: ca. 1 h e 30 min, A+R
Difficoltà: Media

 

3) Isola – Castello di Pagliara – Isola
Lunghezza: 20.7 km
Dislivello: 741 m
Altitudine massima: 855 m
Fondo stradale: 100% asfalto.
Tempi di percorrenza: ca. 3 h, A+R
Difficoltà: Impegnativa

Visit Gran Sasso - L’ANELLO DELLE FRAZIONI DI TOSSICIA

DIFFICOLTA’: T turistico
TEMPO DI PERCORRENZA: da 2 a 2.15 ore
DISLIVELLO: da 380 m a 400 m
SEGNAVIA: parzialmente segnato bianco-rosso

 

ATTREZZATURA MINIMA NECESSARIA
Calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento e antipioggia, zaino con borraccia piena e viveri.

L’anello delle frazioni di Tossicia

L’itinerario inizia nel centro storico di Tossicìa (409 metri). Si imbocca a piedi la statale verso Montorio al Vomano, si supera il ponte sul torrente Chiarino e si imbocca a sinistra (cartelli) un sentiero che sale verso Azzinano, Aquilano e Cusciano. Una breve salita porta al cimitero di Tossicìa (485 metri) e poi alla strada asfaltata, che si segue in salita verso Villa Alzano e Azzinano (583 metri, 0.30 ore). Il paese, in buona parte di aspetto moderno, merita una sosta per ammirare i numerosi murales dipinti sui muri delle case.

 

Si riparte sulla strada asfaltata che continua a salire, si passa accanto a una chiesetta, si raggiunge un largo crinale e si piega a sinistra a un bivio indicato da un altro cartello del Parco fino a raggiungere Aquilano. Dal centro della frazione si scende a destra a un’altra strada asfaltata e la si segue fino alla chiesa (640 metri, 0.15 ore), ottimo punto panoramico.
Si scende nuovamente all’asfalto, si prosegue verso la montagna e si raggiungono uno slargo e alcuni bivii. Lasciato l’itinerario segnato per Cusciano, che prosegue in salita, si imbocca in discesa (altro cartello) una mulattiera che scende verso la chiesa di Sant’Andrea e Tozzanella.

 

Un piacevole percorso in discesa porta a un primo e poi a un secondo guado, oltre il quale si risale alla chiesa in rovina di Sant’Andrea (530 metri, 0.30 ore). Un sentiero permette di salire alla sovrastante frazione di Flamignano.
Continuando a scendere si raggiungono una strada sterrata e poi quella asfaltata che sale a Tozzanella e Flamignano. Seguendola in discesa si supera la sede della Comunità Montana  e si torna al centro storico di Tossicìa (0.30 ore). Se invece si sale a Flamignano si può seguire la strada per Tozzanella, deviare a destra per un altro itinerario segnato e raggiungere Tossicìa toccando il Centro Ippico del Parco. Questa seconda soluzione richiede 0.15 ore in più.

Visit Gran Sasso - SENTIERO DEI DUE SANTI

DIFFICOLTA’: E escursionistico
LUNGHEZZA: 39.26 km
QUOTA MINIMA: 436 m
QUOTA MASSIMA: 1924 m

 

ATTREZZATURA MINIMA NECESSARIA
Calzature da trekking, abbigliamento a strati, giacca antivento e antipioggia, sacco a pelo, zaino con borraccia piena e viveri, bastoncini da trekking (consigliati), torcia frontale.

Sentiero dei due Santi

Da Sanitaria di San Gabriele (Isola del Gran Sasso d’Italia) a Santuario di San Pietro della Jenca (Assergi).

 

Il Sentiero dei due Santi per la sua lunghezza (quasi 40 km) e per il dislivello (circa 1.500 m) è particolarmente impegnativo. Sono certamente necessari più giorni per completarlo e poiché  le principali strutture ricettive sono a Isola del Gran Sasso (punto di partenza, o di arrivo, se si percorre il sentiero in senso contrario) e a Fonte Cerreto e Assergi (che sono molto vicine al punto di arrivo) è necessario prevedere uno o più bivacchi notturni.

 

PUNTI D’INTERESSE: durante il sentiero, arrivati quasi alla meta, si incontra l’Ex Convento di San Francesco (sede dell’Ente Parco)